La bellezza del giudizio: quando la bilancia e i metri fanno pendere l’ago.

Non pensavo di stare lontano così tanto dal mio blog. Forse perché per un attimo sono riuscito a concentrarmi su qualcosa che andava al di sopra di tutto. Ehi, stavo lavorando, non siate così mistici. Ma dato che questo lavoro mi piaceva tanto, la soluzione alla nostra operazione è semplice. Lui è tornato a scrivere, le cose belle sono destinate a finire, quindi come tutti i lavoratori precari, mi sono preso il mio ringraziamento, le mie referenze e sono tornato nel mondo reale. E ragazzi miei a quanto pare il mondo reale non è migliorato durante la mia assenza, anzi è andato in peggiorando. O forse non si è mai mosso e io mi sono illuso quando ero nel mio angolo di paradiso personale. Ma adesso vorrei sapere esattamente quando qualcuno ha deciso di ergere a GIUDICI le persone. Non sto parlando di magistratura, non mi occupo di legge e compagnia, quello è un capitolo a se che non è di mia competenza. Ma a quanto pare per essere giudici non serve un attestato, una carica, no. E’ semplicissimo! Basta usare la bocca e gli occhi, guardando con schifo mal celato e sputando sentenze. Ma quello che ho notato, aumentando il mio stupore passo dopo passo, è che la gente si ferma ancora al fantomatico aspetto fisico. Ve la faccio semplice, perché in realtà è così che funziona. Sei magro e bello, hai tutte le porte aperte, sei la persona adatta a stare con mio figlio, mi piace, una persona gradevole. Hai qualche difetto o per un tuo personale capriccio hai qualche chilo in più? Arrenditi alla vita, non avrai mai successo, sei uno schifo, non si capisce cosa ci si può trovare in te, perché cavolo, il cervello non ti serve mai quando devi apparire. Che piaccia oppure no, alle persone non andrai mai bene se non sei in forma fisica per loro. I commenti migliori? Però, è un bravo ragazzo. Come noto i serial killer sono tutti obesi, nani e bruttissimi. Carina, però un po’ bassa. Perchè ovviamente quando devono darti un Nobel, misurano la tua altezza. Mi immagino all’ingresso la gente che viene misurata come alle giostre, dove puoi entrare dopo un tot di centimetri. Lo so, vi porto sempre argomenti che sono un pugno allo stomaco, ma spero allo stesso tempo di aiutarvi, di allietarvi. Ragazzi, non siete soli. Non permettere a nessuno di farvi il lavaggio del cervello, di farvi svenire perché mangiate la mela a pranzo e la buccia a cena solo per farvi vedere più magri da chi? Da persone. E che persone sono? Di certo non siete voi stessi. Se è per salute, correte, fate diete e state in forma. Se è per un vostro pensiero fisso, fatelo, ma deve essere vostro, non inculcato da altri. Ma non permettete a nessuno di distruggere la vostra vita perché siete GRASSI o non rinunciate ad una persona amata perché non è BELLA come la gente la vorrebbe. La bellezza come sappiamo è transitoria, il carattere è per sempre. Ma per i nostri GIUDICI, basta l’effimera bellezza, conta solo quella. Ma un giorno cadranno queste barriere, cadranno questi dettami, cadrà tutta questa ignoranza becera. E quel dì fiero, io sarò con tutti voi, a marciare sulle idee astruse stracciate e ridotte in brandelli dalla nuova ideologia totale. “Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei” disse Macchiavelli.

Forse sto sognando troppo in grande, forse è giusto che ci siano GIUDICI e GIUDICATI. Ma arriverà l’inversione dei ruoli, allora in pochi rideranno, ma almeno saranno risate vere e sane.

Poche risate, lievi. Come un sussurro nel vento.

Inadeguato: Un sussurro lungo due mesi

Ci ho messo tanto per tornare nel mio blog. In questo piccolo angolo che mi ha sostenuto durante il periodo più difficile della mia vita. Ho fatto dei cambiamenti, ho dato una svolta alla mia esistenza. E cavolo, sto veramente bene! Non so dire il perché di questa nuova condizione, forse il fatto di aver toccato il fondo e finalmente di godermi il tempo libero senza paura di non meritarmelo. Avevo un peso al collo e stavo soffocando lentamente, senza capire quanto la vita sia bella, quando si ha il coraggio di fare scelte e dire tutto svuotandosi l’anima. Io l’ho fatto, ho provocato sofferenza, probabilmente, ma alla fine ho fatto capire quanto la mia vita è più importante di una cosa vincolante. Ma non è questo il punto, non è della mia scelta che voglio parlare, ma della sensazione di inadeguatezza. Perchè chiunque di noi si è sentito INADEGUATO, nella propria vita, almeno una volta.

La società moderna ormai ci fa sentire inadeguati in tutto, in ogni singola cosa che facciamo. Un vestito sbagliato, che in ritardo di cinque minuti con l’ultima moda, una battuta detta fuori contesto, un lavoro che non piace al tuo datore o peggio la sensazione che il mondo vada avanti e tu resti sempre allo stesso punto.

Io mi sono sentito inadeguato, al punto di chiudermi in me stesso e auto flagellarmi, dandomi dello stupido, del fallito e della persona squallida. Ho fatto i miei discorsi, ho fatto i miei pensieri, sono andato a cercare di farmi ancora più male cercando consigli su internet, la cosa più deleteria al mondo. Poi una domanda mi ha fatto riflettere.

Chi è padrone della tua vita? Chi può dire che sei inadeguato?

Nessuno. Solo tu puoi decidere per te, senza peccare di egoismo. Ma se a volte l’egoismo può salvarti la vita, ben venga. Nessuno di noi è inadeguato, nessuno di noi è diverso. Le barriere della società prima o poi cadranno e chiunque potrà fare ciò che vuole. E alla fine vi chiederete… CHI E’ INADEGUATO?

Discorsi che volano via in un attimo, in un momento…

Un sussurro nel vento..

Le parole che non ti dico, Papà.

Non so se impostare il discorso  come una lettera, come un racconto, come un episodio di una collana o semplicemente affidarmi alle parole che vengono dettate dalla mia anima, dal mio cuore. Ecco, penso di essermi appena risposto da solo. Mi hai protetto, mi hai dato tutto, mi hai insegnato come deve essere un uomo. E io forse ti ho prontamente deluso in ogni passo della mia vita. Io ti chiedo unicamente di essere felice quando sono felice, di essere forte se io sono triste, di essere salvato quando ne hai bisogno. Sono la tua creatura, la tua unica creatura, ho i miei difetti, faccio i miei sbagli e probabilmente ti do più sofferenza che gioia. Ti ho dato la mazzata finale con l’ultima delle mie innumerevoli novità, una cosa che forse ti ha fatto più male di quanto vuoi mostrare. Io ho fatto la scelta di una strada, che forse non mi porta dove avevamo deciso tempo fa. Ti chiedo però per l’ennesima volta di appoggiarmi, ti chiedo di essere felice per la mia felicità, per quanto possa essere momentanea ed effimera. Per una volta PAPA’, vorrei dirti ciò che che non ti dico. Seguimi, stai al mio fianco senza mai staccarti e ascoltami. Si ti chiedo di ascoltarmi e fare in modo che per una volta sia io a insegnarti qualcosa. Io non so nulla della vita, non ho la tua età e la tua esperienza e probabilmente farò ancora tanti sbagli che tu eviteresti. Ma voglio insegnarti ad essere felice, anche se un tuo progetto potenzialmente perfetto cambia rotta. Caro papà, goditi il momento, sii felice di ciò che abbiamo, senza pensare al resto. Perchè i tuoi pensieri divengano i miei, perchè le nostre strade continuino sullo stesso percorso, ti prego di essere felice. Vuoi sapere perchè devi essere felice? Ci hai dato una casa, ci hai dato una vita senza stenti, abbiamo tutti e tre una buona salute, abbiamo un lavoro e non abbiamo problemi economici, che affliggono tante famiglie. Non abbiamo scheletri nell’armadio, non abbiamo debiti con nessuno. Ti ho dato una notizia che forse ti aspettavi, ma che non avevi ancora il coraggio di metabolizzare. Ma pensaci, forse è meglio vedermi felice e gioire con te, che tornare a brancolare nell’oscurità con l’angoscia di un futuro sempre più buio. Caro papà, non leggerai mai queste parole, non sai nemmeno che esiste questo angolo di mondo. Ma se mai butterai un occhio sul mio piccolo pezzo di cuore che sto lasciando, voglio che tu sappia le parole che non ti ho mai detto. Ti ho deluso, ti ho angosciato e ti ho creato solo problemi e dolori. Ma non ho mai smesso un giorno di volerti bene, di amarti e ringraziarti per il dono più grande che mi hai fatto. La vita. Godiamocela, perchè la vita è un attimo, un momento…

Un sussurro nel vento.

La paura e la notte

La notte. La mia compagna più fedele. Il momento della giornata dove riesco a dedicare tempo a me stesso, dandomi un minimo di importanza e viaggiando dentro la mia testa e scavando nei meandri di quella che possiamo chiamare anima. Nella notte, trovano spazio le paure di un sacco di persone, alcune addirittura sono di origine primordiale. Il più classico esempio è la paura del buio, perché le ore notturne sono caratterizzate dalle tenebre, simbolo per eccellenza delle fobie più pure e antiche di questo mondo. Un assalitore nel buio. I ladri che ti entrano in casa mentre dormi, la notte. I tuoi occhi che all’improvviso cadono in una notte eterna. Spesso inconsciamente affidiamo le paure alla notte, affinché possa nutrirle e rinforzarle a nostra insaputa, rendendole sempre più forti e implacabili. Ma a volte la notte può aiutarci a vincere quelli che sono i nostri limiti. Nel corso della notte si può studiare qualcosa che il mondo non ritiene adatto a te. Si può scrivere qualcosa di puro e sincero, pieno di errori, ma fatto col cuore vero, mentre gli occhi si chiudono per la stanchezza, dopo una giornata di lavoro. La notte puoi essere te stesso, senza avere paura. Quindi, in fondo, la notte può essere fucina di paure o un repellente per le stesse. Personalmente non ho paura della notte, con lei infatti i miei sussurri diventano urli. Perché con se porta il silenzio. Quello che fa arrivare il sussurro più lontano di quanto si possa credere. Amici, provate a non dormire, anzi cercate di vivere una notte. E magari capirete che l’unica paura che vi assale è quella di essere voi stessi. Probabilmente vi sentirete meglio e il cambiamento avverrà in un attimo. Già un attimo. Un momento.Un respiro. Un sussurro nella notte…

Ironia della sorte

Come sappiamo alla cara sorte non manca la propria fedele, costante e macabra ironia. La cosa che più colpisce è come la stessa si diverta ad accanirsi sempre su vittime prescelte, senza possibilità di riscatto. Nella vita di tutti i giorni puoi combattere, vinci, perdi, ma almeno hai lottato con una speranza. Contro di lei sai che è una partita persa in partenza, una di quelle che non giochi nemmeno per una netta superiorità di chi hai davanti. Quante volte capita che dopo una giornata di lavoro dura, con gli occhi che rimangono a malapena aperti e l’inerzia che ti spinge ad arrivare fino ad un ora plausibile, capita l’imprevisto a casa? Caldaia rotta, stufa bloccata, problemi di salute di qualcuno a cui teniamo, insomma una serie di piccoli fastidi, che la sorte si diverte a tirarti contro per rimandare l’agognato e meritato riposo. Il peggiore esempio l’ho sentito raccontare da mio padre, su un collega che purtroppo ha lasciato questo mondo. Vi starete chiedendo qual’è la presa in giro? Aveva appena firmato per andare in pensione e stava tornando a casa. Solitamente non mi piace essere tragico, anzi, ma ogni tanto è giusto prendersi un attimo di pausa dalle cavolate, riflettere e dare un proprio giudizio su questi eventi così brutti. Vi ricordate cos’ho detto poco prima? Beh, non dovete essere così. Non dovete rinunciare a lottare, mai. Ho imparato durante la mia vita, con tanti esempi, che bisogna essere più forti della sorte. Quindi per quanto la partita sembra essere persa in partenza, giochiamola, prendiamoci gli schiaffi morali e le grandi ferite dentro al cuore. Ma lottiamo, amici miei, combattiamo tutti contro questo piccolo mostro, non permettendogli di toglierci il sorriso, di non farci fare qualcosa di divertente o ancora meglio di non coronare i nostri sogni. Eh sì, sono proprio un sognatore, ma come tale voglio vivere ed essere ricordato. Meglio una vita spesa a combattere sognando, che una in balia di una cattiva manipolatrice ironica. La mia risposta? Ironizzare sull’ironia della sorte, perché per sconfiggerla basta fare una battuta che lei non capisce. Una piccola beffa, un sorriso, una battuta a schernire. Per un attimo vi sentirete meglio. Un momento. Un lampo. Un sussurro nella notte.

Last Italian Heroes

 LAST ITALIAN HEROES è una serie di racconti a  “puntate” , scritte in un momento di vena artistica in tema apocalittico. Si sono visti film, serie tv, fumetti e anche tanti racconti. Ma in ognuno di questi  c’è sempre l’eroe muscoloso e super figo come protagonista, qualcuno con una preparazione militare  pronto a salvare tutto e tutti. Dunque mi son posto una domanda, forse stupida, ma comunque tale da cercare una risposta. Cosa succederebbe  in un’Italia invasa da morti viventi? Ma soprattutto, come se la caverebbe un gruppo di italiani “medi”? Ecco a voi la mia personale risposta, attraverso una serie di racconti. Il  protagonista principale è Davide, un ragazzo comune, che si ritrova immerso in un vero e proprio incubo e che decide di attraversare l’Italia, con tutti gli incontri e i possibili scontri del caso. Spero vi piaccia!

I vizi e la notte

La gente ama la notte per vari motivi. La tranquillità che mette quel silenzio avvolto nel buio, la sensazione di mistero che si cela dietro ogni via non ben illuminata, nella notte trovano spazio la maggior parte dei vizi delle persone. I più banali sono quelli che di fatto condannano l’uomo sulla sua dimensione terrena, impedendogli di diventare quasi etereo. Sesso, droga, fumo, insomma i più classici. Io non sono da meno, perché la notte si fa largo a grandi passi il mio peggior difetto, quello che non fa altro che tormentarmi tutto il giorno, per poi assalirmi la notte togliendomi il respiro. La cosa peggiore è che tutto ciò che mi succede ha un carattere ereditario, perché non sono l’unico della famiglia con questo pessimo secondo lato. Prima di me, l’ha patito mio nonno, in parte mia mamma, ma più di tutti lui, uno degli uomini che più mi ha insegnato a vivere, o almeno ci ha provato. Mio nonno mi ha attaccato il vizio di sognare. Adoro la notte perché ti libera la mente e ti consente di sognare senza essere accusato di farlo ad occhi aperti, perché nessuno può impedirti in quel momento di essere ciò che vuoi. Mi piace sognare, mi piace essere me stesso, la notte. Quindi una di queste notti, provate a non dormire subito, pensate a qualcosa di nascosto, a qualcosa che vi ha fatto compagnia durante tutta l’infanzia. Quello sarà il vostro sogno, in quel momento sarete ciò che volevate essere anni fa. Non è illusione è solo un attimo di magia. Un attimo.Un soffio. Un battito di palpebre. Un sussurro nella notte.

Iniziano i primi sussurri…

Questo blog nasce con l’idea di voler condividere pensieri, racconti brevi, serie di racconti a catena, insomma tutto ciò che mi passa per la mente. Ogni tanto pubblicherò qualche commento a sprazzi, mostrando il mio pensiero su qualcosa o qualcuno, senza mai scadere in volgarità, per quanto ogni tanto mi accade. Vi chiedo solo una cosa, una piccola cortesia, visto che fondamentalmente siete nella mia casa. Assaporate ogni parola, gustatevi questo piccolo momento che dedicate alla lettura e se potete chiudete gli occhi ed immaginate ciò che avete appena “ascoltato”. Se l’effetto funziona, vi sembrerà di essere in un altro mondo, in quel mondo che avete appena finito di visitare a cavallo tra una parola e l’altra. No, non siete pazzi. Vi è solo arrivato un sussurro del Viandante…